Tango in Campania

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Chiacchierando con Luca Morale e Francesca Santangelo

Luca e Francesca ballano insieme dal 2011. Si sono formati professionalmente presso maestri argentini quali Maria Alejandra Arruè e Sergio Natario, Yanina Quinones e Neri Piliu, Fernando Carrasco e Gimena Hoeffner, Fernando Gracia e Sol Cerquides, Natalia Hills e Alejandro Aquino, Geraldine Rojas e Ezequiel Paludi. Nel 2016 sono campioni italiani ‘Tango escenario’ Preliminar Oficial de Tango BA Mundial de Baile 2016
Nel 2016 sono giurati per il campionato metropolitano di Puglia, Campania e Basilicata e per il campionato metropolitano di Lazio ed Abruzzo.
Nel 2015 sono vice campioni italiani ‘Tango de Pista’, campeonato Preliminar Oficial de Tango BA Mundial de Baile 2015 .
Nel 2015 sono vice campioni Tango escenario del Mediterranean and Eastern Europe ‘Tango Acropolis’
Fanno parte e hanno ballato per diverse compagnie e spettacoli di tango Argentino: la “Tango Rouge Company” di Neri Piliu e Yanina Quinones .“Tango en eros” a cura di Tango Acropolis. “Revelacion” di Adriano Mauriello. “El Ultimo Tango” a cura dell’orchestra “Flores Alma”.
Attualmente insegnano a Napoli, Isernia, Salerno.

 

 

 

 

Com’è iniziata la vostra avventura col tango?

Francesca ed io ci siamo conosciuti nel 2011. E’ stata pura magia. Lei studiava a Caserta ed io a Napoli e non c’eravamo mai incontrati in nessuna milonga o in nessun altro luogo sebbene abitassimo addirittura vicini ! Avevamo tuttavia una cosa in comune i maestri e la grande passione per il tango.  Fu attraverso loro che ci siamo conosciuti . Furono loro a combinare  appositamente un incontro per farci studiare il tango insieme. E’ a Sergio Natario ed ad Alejandra Arruè che dobbiamo ringraziare se oggi siamo coppia nel tango e soprattutto coppia nella vita !

Cos’è per voi il tango?

Il tango per noi è tutto! Non è semplicemente una grande passione o  il nostro lavoro o solamente il mezzo per il quale Francesca ed io stiamo insieme. Il tango non ci ha uniti, ci ha completati.  Attraverso questa meravigliosa e misteriosa  cultura, per la quale nutriamo un immenso rispetto, miglioriamo noi stessi. La stessa armonia che cerchiamo nel nostro corpo mentre balliamo  è la stessa armonia che cerchiamo di ottenere tra noi  nella vita quotidiana ma anche e soprattutto con gli altri che non da meno, anzi ancora di più, ci permettono di fare esperienza su  noi stessi. Il tango, nel suo aspetto sociale più vero, ci ha permesso di comprendere ancora di più quanto è importante essere veramente sé stessi e quanto è importante sapersi relazionare con l’altro, in una milonga o fuori da una milonga.  Quello che  accade poi all’interno dell’abbraccio  è qualcosa di magico… e non esistono parole per spiegarlo… perché tale sensazione ci dà uno stato di quiete e di felicità tale che ci sembra di stare in un altro mondo.

Com’ è stata questa esperienza del Tango Meeting  Caserta?

Bellissima. Oramai sono tre anni che siamo chiamati come ospiti al TMC insieme a ballerini di fama internazionale verso i quali nutriamo grande ammirazione. Ogni volta è sempre una grande emozione.  E’ fantastico vedere come le persone abbiano tanta voglia di partecipare  e  di studiare. Per noi è stato un onore far parte di un evento così prestigioso. Complimenti a  Salvatore e Mariemma che con un grandissimo impegno  riescono a promuovere un tango di qualità nella nostra amata terra.

Vi considerate più artisti o maestri?

Noi non sappiamo come definirci, lo lasciamo decidere agli altri. Una cosa è certa: che abbiamo a che fare con l’arte, con la bellezza di una danza piena di eleganza, armonia e sentimento! Questo è quello che proviamo a trasmettere durante le nostre lezioni o esibizioni a prescindere se siamo maestri o artisti o se siamo in classe o a teatro. Quello che arriva ad un pubblico di allievi o semplici spettatori ci auguriamo sia legato all’emozione.  Proviamo ad essere maestri non semplicemente di passi ma di sensazioni perché quello che accade nel ballo non sia semplicemente movimento ma poesia del movimento.  Quello che si deve cercare di sentire è sempre un emozione legata alla felicità.

Quanta improvvisazione c’è nel tango?

Quanta??? Tantissima! Tutto è improvvisazione. Il tango è improvvisazione e il gioco che si crea tra i passi e le musica ci dà una sensazione  di grandissima libertà. La bellezza di questa danza consiste proprio in questo! Possiamo negli anni ascoltare mille volte lo stesso tango e non stancarci mai! Possiamo ballare mille volte “Paciencia di D’arienzo”  ed ogni volta sarà una emozione diversa, legata all’umore di quel giorno, alla ballerina/o  di quella milonga… fatto sta che quello che esce fuori sarà sempre quello che noi siamo in quel preciso attimo che dura tre minuti.

Qual’è lo stile del tango che sentite più vostro?

Per noi non esiste uno stile di tango. E non ci mettiamo in nessuna categoria perché sarebbe come a dire di  voler  mettere per forza  un’ etichettatura ad una cosa che invece non si  può etichettare. E’ vero che esistono mille forme di fare una stessa cosa ed esistono mille modi di spiegarla. L’importante è che il linguaggio sia comune…. che se vado in Giappone magari non parlo il giapponese ma parlo tango. Tutti noi sentiamo spesso parlare di milonguero, salon, nuevo, escenario. Per  noi il tango è uno purchè vengano rispettate le qualità specifiche e tipiche che caratterizzano questa meravigliosa danza! In primis l’abbraccio! Quello vero, quello che non mente. Poi il suo carattere sociale: perché pensiamo che un milonghero, ad esempio, non sia semplicemente colui che abbraccia  ma anche colui che sa stare in una milonga rispettando lo spazio degli altri durante la circolazione della pista.

Come descrivereste la vostra passione per il tango?

Un ossessione. Un pensiero stupendo.  Uno stile di vita.  Pensiamo continuamente al tango! Non riusciamo ad immaginare la nostra vita senza di esso.

 

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