Intervista a
Pasquale Barbaro, il proprietario del Salone Margherita (cenni storici) una delle miloghe più importanti e sicuramente più suggestiva che Napoli offre.
- Chi è Pasquale Barbaro?
Nasco da una famiglia di imprenditori storici nel ramo dell’ abbigliamento, ma non ho seguito le orme di mio padre , il capostipite , perché sempre attratto da altre passioni.
Ad oggi faccio un lavoro che mi gratifica e sono contento di farlo, forse perché riesco a coltivare la mia grande passione il Tango argentino in una delle location storiche e più suggestive di Napoli “il Salone Margherita”, acquistato da mio padre nel 1975.
Sono una persona a cui piace ascoltare , sentire più che parlare . Per il resto non tocca a me descrivermi è la gente che da i giudizi ed io sono sempre pronto all’ ascolto , alle critiche e a migliorare se necessario.
- Come e quando è nata la passione per il tango?
E’ una passione che ho da ragazzo. Nel 2003 mi trovai per caso ad assistere ad una esibizione di uno dei maestri napoletani, che poi mi ha accompagnato nel mio percorso tanguero, Leone Perugino e rimasi completamente affascinato dalla magia e dalla passione che si riusciva a percepire con quell’abbraccio.
Dopo un paio di mesi conobbi un’altra insegnante, Maria Teresa Di Lorenzo con la quale, dopo una lezione di prova, iniziai a studiare e, da allora non ho più smesso di ballare e di continuare a studiare. All’inizio andavo in milonga ma senza ballare, solo per il piacere di osservare, carpire qualche movimento , ascoltare la musica e la passione cresceva sempre di più.
A quei tempi a Napoli c’erano pochissime milonghe e le più frequentate erano Salon Baires e Milonga Portena .
- Quali sono i nomi che delineano il tuo percorso tanghero?
Di alcuni ve ne ho già parlato, comunque all’inizio ho studiato e seguito stage un po’con tutti i maestri napoletani: da Leone Perugino a Maria Teresa Di Lorenzo, a Francesco Smorra, poi quando ho aperto la scuola ho iniziato ad avere maestri argentini con cui ho sempre continuato a studiare ed ancor oggi lo faccio con grande piacere ,perché il tango è “continua evoluzione “, chi si ferma è colui che crede di essere “arrivato” . . La scuola del Salone Margherita a Napoli è stata tra le prime ad avere maestri argentini in sede per tutto l’ anno accademico con corsi pluri giornalieri , di solito gli argentini li vedevamo solo durante gli stages . Inoltre la scuola ha ospitato tantissimi maestri di fama internazionale da Osvaldo e Miguel Angel Zotto a Juan Carlos Martinez e Nora Witanowsky a Chicho Frumboli , solo per citarne qualcuno ed ognuno di loro mi ha lasciato un segno . Ovviamente coloro che hanno influenzato maggiormente il mio percorso sono Nora e Juan Carlos con la loro particolare tecnica e che quest’ anno iniziano il 5° anno di insegnamento al Margheritango.
- Il Salone Margherita: milonga, scuola... parlacene. Quando è nata questa esperienza ?
E’ nato tutto per caso, al tempo, gestivo uno spazio il Foyer del Salone Margherita , un caffè ristorante, in Via S. Brigida. Un amico tanguero, Paolo Tango , mi chiese di organizzare una festa e quando si rese conto che poteva ospitare una milonga me lo suggerì. L’idea mi piacque, iniziai in sordina organizzando un aperitango pomeridiano : le persone dopo il lavoro passavano per un drink e per qualche tanda prima di rientrare a casa. Fu durante questi appuntamenti che la gente iniziò a chiedermi se ci fosse anche una scuola dove poter studiare , ed è lì che è nata la prima scuola : in quel caffè a S. Brigida. I primi maestri, naturalmente erano napoletani. Poi man mano che il numero di allievi aumentava, quasi come naturale conseguenza, nel 2007 nacque Margheritango: la scuola che gestisco adesso.
Nel frattempo partì la milonga al Foyer del Salone Margherita di martedì .
Il maestro ed amico Leone Perugino visitando il Salone Margherita con tutta la superficie circa 5000 mq in cui è allocato , ne rimase esterrefatto per la bellezza e la grandezza , e cercò di far nascere in me l’idea di ballare nella magica atmosfera del primo e storico Cafè-chantant d'Italia, simbolo italiano della Belle-Epoque degli inizi novecento, per la storia che queste mura racchiudono , una milonga nello storico Teatro del Salone Margherita doveva senz’altro riscuotere una grande attrazione.

Il 19 Settembre 2005 Maria Teresa Di Lorenzo vi organizzò la prima milonga con l’ esibizione dei ballerini argentini Demian Garcia e Carolina Bonaventura .
Ufficialmente il Salone apre il 07/10/2007 con il Gran Galà ed esibizione di Jorge Firpo e Diana Combattelli.
Da quel momento è diventata una milonga stabile con il susseguirsi di serate, eventi, orchestre dal vivo ed esibizioni di grandi maestri.
- Come è cambiata nel tempo la tua visione del tango, quando hai iniziato a vederla come un lavoro?
La mia visione non è mai cambiata perché è innanzitutto una passione, e tale è rimasta.
Certo all’inizio era solo un hobby, quasi un gioco. Oggi è un vero e proprio lavoro. Tra scuola, milonga, stage, tango-vacanze e meeting che organizzo , il 99% del mio tempo è dedicato al tango. Ho avuto la possibilità di investire in quest’ambito mettendo a frutto la mia esperienza di imprenditore , il mio impegno è stato sempre quello di farlo nel miglior modo possibile, mettendo la stessa passione dei primi tempi e cercando di offrire un servizio di qualità . Il tango potrei dire che è una bella “malattia”: una volta che ci sei dentro non riesci più ad uscirne.
- Ad oggi la tua scuola vanta diversi maestri quali ti hanno segnato particolarmente ?
Non sento un’influenza specifica di alcuni in particolare . Come già detto , ho iniziato con diversi maestri napoletani ma poi, nel tempo, ho avuto l’ opportunità di studiare con tanti argentini , e da ognuno di loro ho cercato di prendere qualcosa che mi ha aiutato a creare il mio Tango. Il Tango , per me , giudizio molto personale , è uno stile, che si acquisisce con l’ insieme di tutte le esperienze vissute tra milonghe , lezioni con tanti maestri , charle, stages e maratone e non dovrebbe essere mai emulazione di un maestro , il rischio è di diventare una copia forse anche molto brutta di qualcuno , Ognuno dovrebbe ballare quello che realmente ha dentro di se, che acquisisce giorno per giorno con lo studio e l’ approfondimento della tecnica . Oggi nella mia scuola oltre me e Maria Grazia Pirri, insegnano diversi maestri internazionali e non che tengono corsi regolari , Juan Carlos Martinez, Nora Witanowsky , Aoniken Quiroga , Claudia Pane , Gerardo Quiroz , Mara Cicerano , Gianpiero Galdi , Peppe Di Gennaro , Mariano Palazon , Valentina Romano , Stefano Smorra , Marianna Ruggiero.
- Qual è lo spirito del Salone Margherita come milonga e come scuola e cosa volete trasmettere ai vostri allievi?
Studiando qui al Margheritango ci si sente a casa, in famiglia. Le persone vengono accolte ed anche se si sentono “meno portate” vengono accompagnate gradualmente al ballo così da farle sentire a proprio agio. Il lavoro di squadra che facciamo qui al Margheritango è di creare una vera e proprio famiglia: facciamo tante cose insieme con l’obiettivo di far vivere il tango come gruppo, come socialità.
Abbiamo in media 300 allievi ogni anno sui quali svolgiamo un lavoro capillare.
Lo spirito della scuola è di trasmettere innanzitutto la passione per la cultura argentina, di aprire la mente, di insegnare il vocabolario del tango, così come con le parole, dare un vocabolario basico da cui costruire man mano un percorso. Cerchiamo di essere dei “portatori sani di tango”.
Il compito più pesante è quello di far capire com’è bello essere liberi di “camminare” ballando, inventando grazie alla tecnica e trasmettere che la stessa cosa può essere vista da vari punti di vista e non dal solito “manuale del giovane tanguero” . Sproniamo gli allievi a confrontarsi con diverse didattiche, a non fossilizzarsi e a non “innamorarsi” di un unico maestro. Insegniamo loro che le tecniche che acquisiscono a lezione devono essere messe in pratica in pista , si la pista, la milonga , la sala , l’ unico luogo che da gli stimoli per migliorarsi e confrontarsi ! Al Margheritango abbiamo l’ usanza di indicare ai neofiti tutte le milonghe della città e della regione con i relativi giorni di apertura per far si che quando si sentiranno pronti sapranno dove andare. Ci teniamo molto affinché gli allievi inizino a ballare e a loro è sempre offerta una pratica gratuita già dalle prime settimane di studio.
Nella mia scuola ho scelto dal primo momento di avere dei maestri argentini che potessero portare avanti lo spirito della scuola nella diffusione della cultura argentina.
Ho iniziato ad insegnare 5 anni fa , con la mia compagna Maria Grazia Pirri (Maga), quasi per caso ad un corso pomeridiano per principianti in cui mancavano insegnanti con risultati abbastanza soddisfacenti. Anche oggi i corsi che teniamo io e Maga sono solo per principianti, lezioni di avvicinamento al tango il cui scopo principale è quello di trasmettere la passione per il tango. Il resto gli allievi l’acquisiranno con il tempo.
Nella milonga del Salone Margherita si respira molta aria di tango, qui vengono per ballare da ogni parte d’Italia e non , per ballare qui . Uno spazio dedicato ogni domenica a questo meraviglioso ballo ( siamo chiusi per ferie solo 15 giorni ad agosto in quanto la sala è climatizzata ed aperta anche d’ estate ) . Ci sono sicuramente altre location belle ed interessanti in cui organizzare un evento di tango , ma il Salone Margherita come “milonga stabile” rimane a detta dei famosi ballerini internazionali che si sono avvicendati, una delle più belle e più suggestive al mondo .
Il Salone Margherita e la sua Milonga, hanno ormai attraversato tutte le frontiere nazionali, europee e la sua fama è ormai arrivata anche nella patria del Tango, Buenos Aires.
- A parte la milonga stabile del Salone Margherita quali altri eventi organizzi?
Quest’anno, a dicembre , organizzerò insieme al mio staff, il mio primo Festival “Margheritango International” dopo ben 12 anni che “vivo nel tango”.
Ho atteso tanto perché nel lavoro sono un perfezionista e mi piace dedicare tutto il tempo necessario alle cose ed anche di più .
Da 8 anni organizzo un meeting estivo alle Eolie, un contesto tutt’altro che semplice. Dove non c’è una mega struttura in cui accogliere tutti, per cui lo sforzo è enorme nel trovare i posti necessari ad accogliere i partecipanti. Lo sforzo è quello di organizzare una vacanza dalla A alla Z durante la quale io sono sempre presente. Lo scopo è far vivere costantemente insieme i partecipanti, per arrivare a creare un gruppo che poi rimane, anche dopo, questa per me è una grande gratificazione . L’ inverno scorso ho organizzato una vacanza-tango in Rajasthan (India) dove oltre a deliziarci di tutte le meraviglie che quella terra fantastica ci ha offerto , abbiamo portato il tango nelle antiche dimore dei Maraja : un esperienza veramente unica.
9. Perché la gente balla tango?
L’80% delle persone lo balla innanzitutto per socializzare: il tango ha di sicuro un grande fattore aggregante. Inoltre oggi , è anche tanto di moda basti pensare come si sia diffuso in televisione con film, pubblicità, colonne sonore, ecc. ed in molti ricercano proprio la magia dell’abbraccio, l’abbraccio tra sconosciuti qualcosa di inimmaginabile , la passione e l’ intensità che ne deriva.
10. Come sarà il tango domani a Napoli?
Il tango napoletano è cresciuto notevolmente in questi ultimi anni sia come scuole, milonghe ma anche come livello, avvicinando un pubblico sempre più ampio anche come età. Ad oggi coinvolge non più solo un pubblico adulto, ma anche moltissimi giovani. Il tutto è destinato a crescere ancora di più, a far si che Napoli diventi un punto di riferimento importantissimo del tango argentino.
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